201605.31
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Innaffiare le piante sul balcone può diventare reato

Il fatto di tenere piante sul balcone condominiale, richiede particolari cautele che vanno ben oltre il semplice pollice verde.Se i rapporti con i vicini , a volte, non sono dei migliori, “innaffiarli” facendo finta di prendersi cura delle piante sul proprio balcone non è certo la soluzione  migliore.In primis, il codice penale all’art. 675 punisce “chiunque, senza le debite cautele, pone o sospende cose che, cadendo in un luogo di pubblico transito, o in un luogo privato ma di comune o di altrui uso, possano offendere o imbrattare o molestare persone”.Si tratta di un reato di pericolo, il che significa che la sola potenziale offesa è idonea ad essere perseguita: un comportamento a rischio ben potrebbe essere quello del condomino che posiziona vasi e piante sul balcone senza un solido ancoraggio, potendo provocare incidenti se il balcone dà su luoghi soggetti al pubblico passaggio.Anzi per la Cassazione (sentenza n. 21753 del 28 maggio 2014) integra responsabilità penale per “getto pericolose di cose”.

Nulla toglie però che il regolamento condominiale possa aggiungere ulteriori precisazioni circa l’apposizione di vasi e fioriere su parapetti e balconi.

Tuttavia, se ciò è liberamente consentito, al condomino è richiesta anche particolare attenzione quando si occupa di innaffiare e potare fiori e piante.Il rischio è di incorrere in una sanzione per il reato prescritto dall’art. 674 del codice penale, rubricato “Getto pericoloso di cose“, il quale afferma che è punito “Chiunque getta o versa, in un luogo di pubblico transito o in un luogo privato ma di comune o di altrui uso, cose atte a offendere o imbrattare o molestare persone, ovvero, nei casi non consentiti dalla legge, provoca emissioni di gas, di vapori o di fumo, atti a cagionare tali effetti”.


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