201704.06
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Odore di fritto proveniente dalla cucina dei vicini? Da oggi è reato.

I rapporti di vicinato sono da sempre motivi di discussioni e liti all’interno dei Condomini. Negli ultimi anni sono numerosi i casi di liti condominiali sfociate nelle aule di Tribunale.
È infatti il caso di una coppia di coniugi di Monfalcone, citata in giudizio dagli inquilini dei piani superiori a causa delle continue immissioni di fumo e odore provenienti dalla propria cucina, che di fatto superavano il limite normale di tollerabilità.

La Cassazione, confermando i precedenti gradi di giudizio, si è pronunciata con la sentenza 14467/2017, introducendo le “molestie olfattive”.
Le molestie olfattive sono state inquadrate nel reato di getto pericoloso, disciplinato dall’art. 674 del codice penale il quale recita: “Chiunque getta o versa, in un luogo di pubblico transito o in un luogo privato ma di comune o di altrui uso, cose atte a offendere o imbrattare o molestare persone , ovvero, nei casi non consentiti dalla legge, provoca emissioni di gas, di vapori o di fumo, atti a cagionare tali effetti, è punito con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda fino a duecentosei euro”.
La Cassazione, come già più volte si è pronunciata la giurisprudenza, ha statuito che la contravvenzione prevista dall’art. 674 c.p. appena citato è configurabile anche nel caso di molestie olfattive, a prescindere del soggetto emittente, con la specificazione che quando non esiste una predeterminazione normativa dei limiti delle emissioni, si deve far riferimento al criterio della normale tollerabilità di cui all’art. 844 c.c., il quale recita: “ Il proprietario di un fondo non può impedire le immissioni di fumo o di calore, le esalazioni, i rumori, gli scuotimenti e simili propagazioni derivanti dal fondo del vicino, se non superano la normale tollerabilità, avuto anche riguardo alla condizione dei luoghi. Nell’applicare questa norma l’autorità giudiziaria deve contemperare le esigenze della produzione con le ragioni della proprietà. Può tener conto della priorità di un determinato uso”.
Appare chiaro che nel caso delle molestie olfattive tale tollerabilità risulta superata.

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