201705.30
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Il vicino di casa ti stacca il contatore dell’energia elettrica? E’ stalking.

Il turbamento della tranquillità domestica si esprime in forme molto diverse. Lo stalking condominiale si configura come un insieme di atti ripetuti volti ad arrecare volontariamente a uno o a una pluralità di condomini un disturbo intollerabile per un periodo prolungato di tempo, tale da condizionarne la vita di tutti i giorni.

L’art. 612 bis c.p. prevede al primo comma che “salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita”.

Ai fini del perfezionamento della fattispecie di reato di cui all’art. 612-bis cod. pen. è essenziale la connessione causale tra la condotta dell’agente, caratterizzata dalla reiterazione, ed uno dei tre eventi alternativamente tipizzati dalla norma, ovvero:

  • il perdurante e grave stato di ansia o paura della vittima;
  • il fondato timore per la propria incolumità o per quella di persona comunque ad essa affettivamente legata;
  • la costrizione ad alterare le proprie abitudini di vita.

Orbene, secondo la Corte, quanto al reato di cui all’art. 612 bis c.p., quest’ultimo è un reato di evento e che proprio il nesso causale che si instaura tra le singole azioni consente di ricondurre “lo stato di ansia e paura” ad un unico disegno volto a provocare nelle vittima l’alterazione dell’equilibrio psichico. (Cass.Penale 17 novembre 2015 n. 125099). Quindi tutte condotte “normativamente sussumibili nella stessa figura di reato di atti persecutori secondo il criterio d’imputazione unitaria che costituisce lo specifico di tale illecito penale (stalking).

Per difendersi la vittima può rivolgersi inizialmente al presunto persecutore per invitarlo a mettere fine a suoi comportamenti molesti, coinvolgendo in questa prima fase anche l’amministratore. Una prima via percorribile è data dalla possibilità per la vittima di presentare apposita richiesta di ammonimento al Questore, per il tramite dell’autorità di pubblica sicurezza, ex art. 8 D.L. 23 febbraio 2009, n. 11, convertito con modificazioni in legge 23 aprile 2009, n. 38Un’altra forma di tutela è data dalla querela, questa può essere sporta entro sei mesi dai fatti incriminati. Le prove richieste dal Tribunale sono testimonianze scritte e orali, filmati o registrazioni che attestino la condotta reiterata dello stalker. Il Tribunale, accertata la responsabilità penale dell’imputato, può emettere nei suoi confronti un’ordinanza restrittiva che impone allo stalker di lasciare la propria abitazione e di non avvicinarsi oltre i 500 metri al condominio per un determinato periodo di tempo.



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